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Drop
Dead Festival III

Nella
movimentata scena americana da anni rappresentata quasi
solo dal conosciutissimo Release the Bats di Los Angeles,
a New York si sta finalmente affermando una seconda realtà
che una volta lanno ospita un festival non ancora
molto famoso, ma punto di ritrovo per tanti artisti emergenti
e non.
Alla sua terza edizione quest anno,
il Drop Dead Festival si è tenuto in concomitanza
con Halloween in due dei locali più frequentati
di New York, il Knitting Factory e la chiesa sconsacrata
di Avalon (ex Limelight). Più di quaranta concerti
in unatmosfera tipicamente americana: festosa e
soprattutto spensierata, cosa che in altri posti ed eventi
si è andata decisamente perdendo.
La prima sera subito inizia con una serie
di graditissimi incontri ed amicizie, ma appuntamento
imperdibile di oggi saranno soprattutto The Naked and
the Dead al gran completo dopo più di ventanni
di assenza dalle scene, Nina Hagen con la sua Shiva Night,
i Sixteens e linedito duetto femminile composto
da Astronervous (ex cantante dei Vanishing) e Bettina
Koster (ex Malaria!).
Dopo gli Entertaineme-nt e gli Swann Danger,
che assolutamente non avevo mai ascoltato prima e che
non mi hanno particolarmente impressionata, arriva il
turno di Astronervous e la Koster, entrambe armate si
sassofono, affiatatissime tra di loro, che hanno presentato
una serie di brani cantanti quasi tutti insieme mescolando
i suoni delle basi piuttosto elettronici a quelli dei
sassofoni concludendo con la rivisitazione di Kaltes
Klares Wasser. Subito dopo arrivano i Sixteens,
i quali però non sono stati molto seguiti dal pubblico,
un po perché molto più soft, coi volumi
decisamente troppo bassi e forse anche anonimi nellesibirsi
rispetto alle due pazzoidi che li hanno preceduti, ma
comunque bravi, hanno proposto una buona parte dei brani
più conosciuti. Hanno lasciato presto posto alla
regina e icona di tutto i festival di questanno,
Nina Hagen, che in vesti hindi dai colori sgargianti,
seduta a terra a gambe incrociate in compagnia di strumenti
tipici, ha intonato un buon tre quarti dora di mantra,
applaudita ed incitata come se avesse fatto uno spettacolo
normale con i suoi più grandi successi..Dopo di
lei ad esibirsi sono i Dead Fly Ensemble, esteticamente
e musicalmente troppo simili ai Cinema Strange e infine
eccoli, The Naked and the Dead, rimessi a nuovo, decisamente
cresciuti e molto più tranquilli, eravamo
poco più di una ventina a cantare a squarciagola
le loro canzoni, riuscendo comunque a sovrastare a volte
la voce di Lorianne, che aveva il microfono col volume
troppo basso purtroppo, ma è stato esaltante ad
ogni modo.



Il secondo giorno prometteva di essere davvero entusiasmante!
I primi a suonare sono stati i che mi hanno impressionata,
un dark molto anni 80 e il cantante evidentemente
influenzato da Robert Smith, con contorno di proiezione
di diapositive molto simili a quelle di Jesus and Mary
Chain, poi tutti nellaltra sala per i Funeral Crashers
Malice in Leatherland che sono stati un vera e propria
bomba, con la batteria che dominava mentre la cantante
si scatenava scalza in giro per il palco, fantastico!
Gli Scarlets Remains erano evidentemente attesi,
la sala era strapiena, la voce di lei bellissima, aggressiva
anche dal vivo, che accompagnata dallottimo chitarrista
Benn Ra e dalle luci rosse dal tono molto intimo, hanno
reso uno spettacolo ottimo, concluso in bellezza con la
cover dei Christian Death Deathwish. A seguire
The Brides, tutti in abito nuziale sporco del sangue della
prima notte di matrimonio, in unesibizione allinsegna
del divertimento e sarcasmo a suon di deathrock e psychobilly,
mentre CoreyGorey saltava da una parte allaltra
e il batterista lanciava occhiate sconcertanti al pubblico.
Leccitazione generale aumentava man mano che i concerti
si susseguivano, altro gruppo attesissimo erano i Cult
of the Psychic Fetus, Reverendo Doom sempre impeccabile
nella sua estetica da oltretomba, con il suo tono grave
ad intonare le sue storie di amore e terrore straconosciute
e nuove, ipnotico fino allinverosimile, molto divertente
è stato il momento in cui il batterista dei Brides
è sbucato improvvisamente sul palco a scatenare
i presenti. I successivi Rezurex del bravissimo ex chitarrista
dei Deep Eynde, Daniel de Leòn, sono stati magnifici,
divertenti e anche un pochino romantici quando Daniel
è sceso dal palco a cantare una bellissima canzone
damore mentre tutti lo fissavano per la sua faccia
mezza truccata da teschio e la crestina azzurra. A terminare
i Cinema Strange, matti scatenati come sempre, un concerto
un po breve rispetto agli altri gruppi, ma intenso,
sempre sorridenti e come nelle ultime esibizioni anche
un po dandy soprattutto Lucas Lanthier, esibizione
piena di sarcasmo e pantomima, appassionante.


Il terzo giorno si apre con lesibizione
dei The Ghouls, giovane gruppo streetpunk, appena cominciato
a suonare hanno riempito la sala di creste che si sono
subito lanciate nel pogo più selvaggio mentre la
gente attorno guardava molto divertita, a seguire nella
sala sottostante i canadesi Bordello, con il loro stile
un po garage molto oscuro, ma un po troppo
monocorde, unica nota decisamente positiva è stata
la voce della cantante, bella e potente. Due minuti di
tranquillità e poi subito a vedere i Pins and Needles,
grandiosi davvero, un trio goth/postpunk modesto, senza
pretese assurde di apparenza, appassionati, con il batterista
che ogni tanto sembrava essere invaso da una profonda
energia che poi sfogava in urla ricambiate a loro volta
dal pubblico. Di ritorno nella sala principale per sentire
i nostrani Bohemièn che nel frattempo avevano già
collezionato un pubblico piuttosto folto di cui molti
conoscevano le canzoni e soprattutto tutti hanno apprezzato,
applaudito ed incitato, un sacco di flash e anche qualche
elemento danzante tra la gente, hanno fatto decisamente
unottima figura, anche migliore di alcuni nomi di
fama internazionale di cui non si sarebbe dubitato affatto..La
serata procede in compagnia dei superattesi Bella Morte,
che hanno completamente sconvolto latmosfera goticosa
creata dai Bohemièn con le loro schitarrate, le
urla, lenergia infusa nel pubblico fin dalla prima
canzone, punto culmine dellesibizione Where
Shadows Lie dove il cantante si è letteralmente
buttato in mezzo al pubblico che una volta coi piedi per
terra lha sballottato da una parte allaltra
della sala mentre tutti urlavano le parole della canzone
per lui. A chiudere Frank the Baptist, che sembrava fosse
venuto a cantare la ninna nanna, visto al Wave Gothic
Treffen, non è riuscito ad entusiasmare particolarmente
gli spettatori, nonostante la sua sia una voce stupenda
e le canzoni siano molto belle.



Ultimo e spericolato appuntamento con
i concerti, mentre le strade erano affollate di mostri,
fate, streghe, zucche, caricature di personaggi politici,
zombies, qualche Forrest Gump e la 5th Avenue era invasa
dai carri della sfilata, dentro e fuori lAvalon,
tra lapidi di Rozz Williams e Ian Curtis, ossa, scheletri
e ragnatele, piano piano si riempiva di altrettante maschere.
Ad aprire la serata i Bohemièn che per loccasione
hanno presentato anche alcuni brani del nuovo album, poi
i Rezurex scatenatissimi come la volta precedente al Knitting
Factory, Frank the Baptist e Cinema Strange che hanno
introdotto un gruppo sconvolgente: i World Inferno Friendship
Society (WIFS). Più che un gruppo lo definirei
un battaglione, tra cantante, bassista, chitarrista, sassofonisti,
violinisti, batteristi, suonatori di tamburi, erano almeno
una decina sul palco, non li avevo mai sentiti e pensavo
fossero più o meno come gli altri, invece fin dai
primi secondi sembrava che da un momento allaltro
dovessero tirare giù le mura del locale. Vestiti
come gangsters di paese, hanno proposto uno ska-punk completamente
anticonvenzionale, forte, ultramovimentato, assordante,
comprensivo di cori tipo stadio urlati da una massa di
ragazzi in delirio totale, gente che si lanciava sul pubblico,
pogo selvaggio, occhi posseduti, incredibile! Concerto
iniziato e finito in unatmosfera elettrica adatta
ad accogliere Nina Hagen, che si è data ad uno
show quasi grottesco, sempre imbacuccata nel suo adorato
velo da sposa, accompagnata da musicisti piuttosto giovani,
ha avuto bisogno di tutta una serie di fogli enormi per
terra sui quali erano state scritte le parole delle canzoni
senza i quali non avrebbe saputo esibirsi, infatti quando
un ragazzo è salito sul palco e glieli ha rubati,
lei ha dovuto continuare tagliando le canzoni a metà
perché non si ricordava le parole.. ma questo è
bastato ai suoi adorati statunitensi per chiedere il bis
che ha concesso e anche il tris e qui non ce lha
più fatta..decisamente deludente, ce lo potevamo
aspettare noi europei presenti, che in fondo ci aspettiamo
sempre di più da certi artisti. E stata comunque
una bella serata come lo sono state le altre.



Un festival degno di nota, tanti nomi interessanti, unico
rimpianto è stato laver perso molti artisti
che promettevano molto a causa delle sovrapposizioni di
orari, ma lanno prossimo ci organizzeremo sicuramente
meglio.

A cura di:
Camilla - SheLikesSkulls
Whitby (Quidam)
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